I NAS indagano sugli extra sconti in farmacia

nov 23

nasNegli ultimi mesi, dopo la pubblicazione del DL “Abruzzo”, molti hanno pensato che le indicazioni di comportamento chiaramente indicate sul tema sconti appartenessero alla solita categoria del “molto rumore per nulla”. Tante aziende “genericiste” hanno preferito continuare in pratiche “border line” pur di erogare extra sconti al trade ignorando i pericoli che questo comportava per loro (ed in particolare per l’A.D. punibile penalmente) e soprattutto per i propri clienti che spesso in buona fede si sono fidati delle rassicurazioni che ricevevano. Il risultato, purtroppo credo il primo di una serie, lo leggiamo nell’articolo qui sotto. Qulcuno che in questi mesi ha sorriso dell’atteggiamento “anomalo” di ratiopharm allineato ai dettami del DL e come sempre impegnato nel creare innovazione e valore per i clienti, è servito…

Sconti sui farmaci generici meccanismo nel mirino dei Nas (Corrierefirenze.it) 

Inchiesta Nas Venti denunce, nel mirino i rapporti con le case produttrici.

L’indagine sugli sconti per i farmaci generici praticati dall’industria produttrice alle farmacie all’insaputa del servizio sanitario è arrivata a una svolta. I carabinieri del Nas, coordinati dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dal sostituto procuratore Giuseppe Nicolosi, hanno denunciato una ventina di farmacisti che lavorano tra Firenze e provincia. Per tutti l’accusa è di comparaggio. Il rapporto è stato depositato alcune settimane fa ed è, in pratica, la conclusione investigativa dell’inchiesta della Procura di Firenze, partita da una segnalazione degli uffici dell’assessorato regionale di Enrico Rossi. Nel maggio scorso i funzionari della Regione Toscana avevano redatto un corposo dossier in cui si prospettava uno scenario quanto meno impressionante: grazie a questo meccanismo, allo Stato mancherebbe infatti circa un miliardo di euro. Proprio per questo motivo i carabinieri avevano cominciato a controllare come funziona il sistema di vendita dal produttore al rivenditore. L’obiettivo era quello di verificare se ci fosse stata una condotta penalmente perseguibile. Alla denuncia dei farmacisti si è arrivati dopo che i militari hanno incrociato i dati relativi a oltre un milione di ricette acquisite nei mesi scorsi presso gli uffici del Servizio farmaceutico. L’acquisizione delle ricette è stata poi  incrociata con alcuni documenti presi in buona parte della provincia di Firenze. Gli esiti di questo accertamento sono attesi anche nel resto d’Italia. La mossa dell’assessore alla salute Enrico Rossi, che ha coinvolto anche l’autorità garante per la concorrenza e il mercato, ha avuto conseguenze anche a Roma. È stata infatti istituita una commissione tra le Regioni, il governo, le associazioni dei farmacisti e dei produttori e l’Aifa, l’agenzia per il farmaco. Scopo di questo organismo è quello di analizzare il problema in ogni sua forma e di provare a recuperare i soldi. La Toscana nei primi mesi di quest’anno ha scoperto che sui farmaci generici che vengono venduti e rimborsati dal sistema pubblico, ad esempio a un euro, il farmacista guadagna molto di più dei circa 26 centesimi previsti dalla legge. Nelle intenzioni dell’assessore Rossi c’era quello di fare una legge che obbligasse i farmacisti a dichiarare quanto pagano dai fornitori i medicinali e non, come adesso, il prezzo che applicano al pubblico, circostanza che non permette di ricostruire il loro margine di guadagno sui vari prodotti.

S. I.

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