Caso Citybank…vi ricorda qualche concorrente di nostra conoscenza?
dic 21
Citybank negli anni ‘90 si è trovata in una situazione critica perché aveva perseguito la crescita delle quote di mercato a danno del flusso di cassa e della redditività.
Dice un alto dirigente “volevamo crescere in M.S. e quindi concedevamo prestiti a tutti. Il controllo sul credito non era così efficiente come avrebbe dovuto essere perché ci concentravamo sulle M.S.”
Per evitare gravi conseguenze, negli anni successivi intervennero gli organi di controllo federali a vigilare sulla ripresa finanziaria dell’istituto.
Ma qual è il destino di Citybank oggi?
Alla fine del 2008 annunciato il taglio di 50.000 posti di lavoro e perdite pari a 902 mil. $ nel 3° trimestre più un rischio di altri 306 mil. $ nel periodo successivo.
Quindi? E’ necessaria una nuova mentalità, una seria pianificazione e strategia, il coraggio del leader di nuotare contro la corrente.
P. Kotler – da Chaotics
Sono oltre 3 anni che mi sforzo di far passare questo elementare concetto a tanti operatori del settore che troppo spesso si fanno abbagliare da qualche sconto/promozione in più subito (per non dire di peggio) offerta da certe aziende piuttosto che guardare al valore della relazione commerciale e professionale e soprattutto al contributo alla sostenibilità che ancora troppo poche aziende forniscono al sistema farmaceutico nel suo complesso.
E’ un approccio realmente dannoso che in tutti i mercati, escluso il nostro, è da tempo stato spazzato via da eventi funesti per il mercato in cui sono successi (gli ultimi i casi: Enron, Lehmann Bros, Citybank, Chrysler etc) con esso, troppo spesso, anche con un pesante prezzo pagato da utenti, clienti, dipendenti e dalla solidità del business nel suo complesso.
Ma sono convinto che il tempo ci darà ragione…e anche il “farmaceutico” si sveglierà dal torpore tipico dei mercati protetti e guidati da pochi “big players”.
