TEVA-RATIOPHARM

mar 18

FARMACEUTICA: TEVA COMPRA RATIOPHARM PER 3,625 MLD EURO

Colpo di scena nel mondo della farmaceutica: l’azienda israeliana specializzata in medicinali generici Teva acquista il gigante tedesco Ratiopharm, anch’esso attivo nella produzione di prodotti equivalenti, per 3,625 miliardi di euro.
L’annuncio ufficiale è stato dato oggi, dopo che voci insistenti avevano indicato nell’americana Pfizer la compratrice più accreditata
e che anche l’azienda Actavis aveva tentato di aggiudicarsi l’affare.
Quella fra Teva e Ratiopharm, da tempo alla ricerca del giusto compratore dopo i problemi finanziari che hanno coinvolto la famiglia
proprietaria, i Merckle, è la maggiore operazione di fusione nel settore dei farmaci generici dal luglio 2008, quando la stessa israeliana comprò l’americana Barr per 7,5 miliardi di dollari. Teva Pharmaceutical Industries – si legge sul sito della società – è nata nel 1901 a Gerusalemme. E’ oggi presente in 60 Paesi del mondo e distribuisce i suoi prodotti in oltre 80. Occupa complessivamente 38 mila addetti e, a livello mondiale, si colloca tra le prime 20 imprese del settore farmaceutico.
In Italia Teva è arrivata nel 1996 e si è qualificata come azienda farmaceutica specializzata nello sviluppo di medicinali equivalenti oncologici, dedicati al settore ospedaliero. Ratiopharm nasce invece nel 1973 a Ulm e in Italia è presente dal 1998, con sede a Milano. Opera in 24 Paesi e i suoi farmaci sono disponibili in 38 Stati. La transazione annunciata oggi, soggetta ad approvazione da parte delle autorità competenti – evidenzia una nota di Teva – dovrebbe essere completata entro la fine del 2010. (segue).
Commentando l’operazione, Shlomo Yanai, presidente e Chief Executive Officer di Teva, ha sottolineato: “è un’acquisizione molto importante per l’azienda e si allinea perfettamente con la nostra strategia a lungo termine, nella quale l’Europa sarà fra i nostri principali terreni di crescita. Ratiopharm ci assicurerà una piattaforma ideale per rafforzare la nostra posizione di leadership nel vecchio continente, soprattutto in Germania, ma anche in mercati in veloce sviluppo come la Spagna, la Francia e l’Italia”.

L’acquisizione posiziona infatti Teva come leader nel mercato dei farmaci generici in Europa e apporterà un sensibile aumento delle vendite, che dovrebbero passare dai 3,3 miliardi di dollari del 2009 a oltre 5 miliardi. Il portfolio di Ratiopharm include 500 molecole in oltre 10 mila diverse formulazioni, per una copertura di tutte le principali aree terapeutiche, precisa la nota di Teva, più una serie di biosimilari in fase di sviluppo.
Ludwig Merckle, portavoce della famiglia proprietaria di Ratiopharm, ammette che “separarsi dall’azienda è un passo doloroso per noi. Ma sono convinto che questa sia una buona soluzione, perché unendosi alla principale azienda di generici del mondo la società potrà crescere e avere successo”.
(Bdc/Adnkronos Salute)

ndr – La prima considerazione che mi viene in mente è che, qual’ora il processo di acquisizione si completasse con l’ok dell’anti-trust entro fine anno, saremmo complessivamente la prima azienda farmaceutica al mondo produttrice di farmaci equivalenti (di gran lunga!) e che l’unione delle competenze e le sinergie disponibili potrebbero produrre un’accelerazione impressionante del business che le due aziende hanno finora prodotto.
Sono curioso di vedere se e come tutto questo patrimonio disponibile verrà utilizzato e come lavoreremo insieme per farlo fruttare. Noi siamo pronti…

5 comments

  1. giovanni del beato /

    Quanti posti di lavoro costerà questa brillante acquisizione?

    • e chi può dirlo? La convinzione è che non ne costi alcuno…anche perchè non è scritto da nessuna parte che debba succedere per forza.
      Le due aziende non sono le solite Big Pharma che si aggregano e che sono costrette a tagliare strutture ipertrofiche per far tornare conti che non hanno più il beneficio di un mercato spesso gonfiato da dinamiche quanto meno discutibili.
      In buona parte delle “country” la sovrapposizione è minima: dove è forte Teva (USA e Oriente) non lo è ratiopharm e viceversa (Canada ed Europa); dove invece vi è sovrapposizione le strutture sono dimensionate in modo equilibrato (non dimenticare che il generico non ha mai concesso risorse tali da investire su strutture men che efficienti…al contrario del farmaco tradizionale), e probabilmente le opportunità di potente e veloce sviluppo del business generico necessiterà se mai di nuove risorse umane. Purtroppo non essendoti presentato non so che fai nella vita, ma se di mestiere lavori nel farmaceutico fossi in te manderei un CV… (anche qui da me).
      Quello che ti ho scritto qui sopra lo trovi in gran parte nella presentazione che trovi sul web a quest’indirizzo:
      http://phx.corporate-ir.net/External.File?item=UGFyZW50SUQ9Mjk2NDI5NnxDaGlsZElEPTM3MzcxNXxUeXBlPTI=&t=1
      (pag.22 è di particolare interesse per individuare la strategia di fondo del nuovo gruppo in Europa, è una presentazione di Teva preparata in occasione dell’acquisizione e disponibile su http://www.teva.com…quindi non si può definire di parte)

  2. Ludovico /

    Tempo fa lavoravo in una dinamica e brillante azienda con eccellenti risultati. Mi ero convinto che per continuare a crescere avessimo bisogno di inserirci in un contesto internazionale e organizzato efficacemente. Ho lavorato per convincere la proprietà dell’opportunità di un simile percorso.

    Poi è arrivata l’acquisizione della grande multinazionale, ed il merge. Oggi i risultati crescono molto più faticosamente, la burocrazia è terribile e gran parte del team direttivo è impegnato in battaglie di potere piuttosto che sui risultati.

    Mi chiedo se realmente oggi le grandi strutture siano la risposta giusta per creare valore. Oppure se ha ragione il mio amico che abbandona una brillante carriera in Bain, la più quotata società di consulenza del mondo, per andare a fare il direttore generale in una PMI dove pensa di poter creare valore più tangibilmente con il suo lavoro quotidiano.

    Vi auguro di cuore che il merge con Teva riesca a valorizzare quell’eccellenza – unica – con cui avete plasmato in ratiopharm Italia negli ultimi anni!

    • E’ un bel tema da sviscerare magari davanti ad un aperitivo e con un po’ di tempo a disposizione…
      Meglio essere parte di un grande gruppo dove l’individuo è meno determinante o la piccola realtà dove “chi decide incide”?
      Credo dipenda anche dall’obiettivo personale che si pone il singolo manager; il tuo amico probabilmente tiene molto alla propria visibilità e gratificazione personale nonchè ad una autonomia operativa elevata (posto che in una PMI ci sia visto che spesso ci si imbatte in un proprietario che decide tutto in prima persona, legittimamente peraltro visto che i soldi sono suoi…) ma per definizione nelle piccole realtà ci sono scarse risorse e senza risorse le idee restano spesso nel cassetto…
      Forse se il mio obiettivo fosse questo sopra preferirei creare una mia società…almeno li sono sicuro di decidere e di guadagnare per quello che faccio…
      Personalmente, da manager cui piace questo mestiere, preferisco la sfida del gioco di squadra, della costruzione di procedure efficaci, della integrazione di competenze e individui ma soprattutto della creazione di valore per l’azienda e le persone…tutto queste riesce sicuramente meglio se hai importanti risorse a disposizione. La complessità di riuscire in tutto ciò è alta ma sai che divertimento?!
      Inoltre in un mondo globalizzato come il nostro spesso la “dimensione conta”…
      :-)

  3. Antonio P /

    Il cerchio si è chiuso. Peccato poter assistere solo come spettatore concorrente…I wish the best

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