se c’è una cosa che non sopporto…
giu 11
Se c’è una cosa che non sopporto, questa è la mediocrità.
Soprattutto sul lavoro, dove la mediocrità di qualcuno influisce negativamente sulla performance di una squadra di persone minandone il risultato finale. Una dimostrazione di mancato rispetto per gli altri ingiustificabile.
Le persone mediocri le individuo da sempre facilmente ed in poco tempo, non solo per i risultati palesemente insufficienti ma anche perchè hanno comportamenti caratteristici ricorrenti.
Sui risultati non serve fare commenti. Sono sempre inferiori agli obiettivi, sono sempre qualitativamente scadenti (qualche volta sulla quantità ci azzeccano pure “per sbaglio”), sono sempre in ritardo, sono sempre imprecisi…
Sui comportamenti, che sono facili da individuare, faccio una piccola analisi:
- Sono maestri nel costruire alibi e giustificazioni per risultati pessimi. Posticipano attraverso queste scuse il raggiungimento dei propri obiettivi convincendo se stessi che le responsabilità sono sempre “in capo” a qualcuno/qualcosa di esterno.
- Sono arroganti e per nulla umili. Sono convinti che non dipenda mai da loro (in quanto i migliori) per cui ignorano il concetto di autocritica e aborrono studiare e prepararsi o almeno aumentare la quantità di lavoro se non la qualità.
- Odiano i cambiamenti. Sono convinti che quello che fanno va benissimo cosi (d’altro canto lo fanno da sempre ed è sempre andata bene), il loro lavoro/compito è particolare e unico e quindi solo loro lo possono capire ed interpretare.
- Sono permalosi. In quanto perfetti non accettano critiche nemmeno se supportate da evidenze schiaccianti e quindi si offendono cosicchè invece di reagire orgogliosamente per dimostrare che la critica era avventata o intempestive, peggiorano ulteriormente…
Naturalmente ci sono altri segnali chiari che, di solito, “espongono alla mia vista” queste persone “fuori dal tempo” che credono di poter navigare nella loro mediocrità approfittando del lavoro di chi gli sta vicino, ma credo che quelli su scritti siano quelli che li delineano al meglio.
Cosa faccio quando uno così, malauguratamente, me lo ritrovo nel team? (…non sempre si può scegliere tutta la propria squadra e talvolta si sbaglia valutazione anche se raramente per quanto mi riguarda) Gli concedo una chance di recuperare, lo aiuto (o lo faccio aiutare), gli fornisco con trasparenza un tempo definito per mettersi in linea e degli obiettivi progressivi da raggiungere….ma se non funziona è fuori.
Alcune volte ho visto scarti di orgoglio (di rado) spesso peggioramenti clamorosi con aggiunta di “pseudo-depressione”, tal’altre un patetico tentativo, mal riuscito, di fare un lavoro che non era il proprio…insomma un po’ di tutto. In questo caso posso parlare di due tipologie di persone: il pusillanime che si nasconde fino all’ultimo, che “scrocca” finchè può, che comincia a creare problemi a se stesso, ai colleghi e all’azienda… e dall’altro la persona con amor proprio, con coraggio e coerenza che va via prima (pochissimi!); non è d’accordo su quanto richiesto dalla controparte e se ne va. Stimo queste persone perchè anche se non ne condivido affatto l’approccio penso si vadano comunque rispettati. Negli ultimi tempi ho avuto a che fare con entrambe le categorie…per i primi non è stato un buon incontro….
A tutti coloro che hanno avuto e avranno il coraggio delle proprie azioni auguro un sincero in bocca al lupo.
