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qualche commento, qualche fatto, qualche pensiero…

fatto!…e Francesca mi ha pure risposto sul tema proposto (farmaci on line) con grande buon senso…per chi pensa che il consumatore su Internet sia privo della capacità di scegliere cosa è bene e cosa è male in fase di acquisto.
E’ però anche la dimostrazione che, nel prossimo futuro, una soluzione su questo tema per gli utanti della Rete va assolutamente trovata visto che saranno sempre di più ogni giorno che passa….

Il 23/08/10, marco grespigna ha scritto:

Da: marco grespigna
Oggetto: e i farmaci?
Ciao Francesca,
sono Marco (genovese residente a Milano…)e come tanti ti ho ascoltata e letta in questi giorni un po’ ovunque..
Sono un appassionato del web nonchè un suo utilizzatore e lavorando in campo farmaceutico mi domandavo come te la stai cavando ne reperire farmaci e più in generale prodotti da farmacia (chessò integratori, cosmetici, prodotti
per l’infanzia etc etc).
Non che ti auguri di averne bisogno (soprattutto di farmaci) ma sai com’è un mal di testa, un raffreddore, una crema struccante…non è raro che serva).
Se ti va fammi sapere qualcosa…o mettilo nei test da fare in futuro.
in bocca al lupo
Marco
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On Tue, 24 Aug 2010 08:35:31 +0200,
Francesca Sassoli wrote:

Caro Marco,
per i farmaci e’ un guaio! Nelle pillole tv che faccio ogni giorno sulle tv del circuito CNR Media, ho intervistato il
presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani e c’è proprio una legge che ne vieta la vendita e la consegna online, anche per quelli da banco! In caso di emergenza, sarei costretta a farmeli comprare (certo non metto a repentaglio la vita della mia famiglia per questo esperimento!) ma e’ un ottimo spunto anche per il blog, grazie!
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Secondo Francesca Sassoli di Genova (una compaesana…) ma residente a Milano (stessa sorte…) SI PUO’ FARE!
Da due mesi l’obiettivo di “vivere di solo ecommerce, che per i disappetenti della Rete vuol dire comprare tutto attraverso Internet: dal latte fresco al pezzo per lo scooter, dalla scarpa alla vacanza” è giornalmente portato avanti con successo.

Però non ho trovato come fa con i farmaci e prodotti vari per la salute e benessere…magari le faccio direttamente la domanda via mail.

Leggete delle sue peripezie su www.francescaonline.it/

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Da Mark Up, una delle riviste più attente all’evoluzione dei consumatori, la sintesi di un articolo interessante che mette ancora una volta in evidenza alcune esigenze nascenti.
Spesso questi articoli focalizzano l’attenzione su canali retail diversi dal “farma” ma ribadisco il “monito” che ripeto spesso: attenzione il consumatore che entra in farmacia è sempre lo stesso e quello che trova in altri canali prima o poi lo pretenderà anche nel campo della salute…soprattutto se si continua a parlare di “farmacia dei servizi”

In negozio come sul Web
Clienti sempre più “internet-oriented” ricercano anche negli acquisti in negozio modalità cross-channel e un servizio personalizzato. Obiettivo: finalizzare comunque la vendita senza dover ritornare
Il prodotto che si cerca, se non è disponibile subito, va fatto recapitare a casa propria in breve tempo: questo richiedono i consumatori, che, ottenuto tale servizio, tendono a ritornare. Questo ci dice una ricerca di Sterling Commerce, che come ogni anno analizza le abitudini dei consumatori nei diversi canali retail. Lo studio online, commissionato all’Istituto Ipsos Mori e realizzato in Gran Bretagna, Francia e Germania, mostra che la capacità di gestire gli ordini direttamente nel punto vendita è il requisito principale se i retailer vogliono migliorare l’esperienza d’acquisto dei clienti quando si trovano in negozio.
Occhi puntati sul servizio instore
Elemento cruciale per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente in negozio è la presenza di personale che fornisca sì informazioni sul prodotto, ma che sia anche in grado di reperire, presso un altro punto di vendita dello stesso retailer, lo stesso articolo momentaneamente non disponibile a scaffale, offrendo al cliente la possibilità di riceverlo a casa. Insomma, bisogna fare di tutto per salvare la vendita a ogni costo, o come dicono gli inglesi “save the sale”.
Multicanalità vincente
Secondo Sterling Commerce molti retailer tendono a investire quasi solamente nel negozio, pur pensando magari di avere un approccio multicanale. Eppure ormai il cliente, specie quello cosiddetto cross-channel ovvero che utilizza più canali prima di decidere un acquisto (web, cellulare, pdv) è abituato a conoscere in anticipo la disponibilità di un prodotto. Tra l’altro questo tipo di consumatore tende a spendere di più ed è quindi particolarmente remunerativo. Sempre più cruciale in futuro sarà quindi la sinergia tra attività nel punto di vendita e sito web (abilitato per l’e-commerce). Il call center è utilizzato per effettuare ordini e risolvere un problema, senza essere percepito come un canale di vendita, e questo modo di pensare potrebbe essere applicato ai negozi. La ricerca mette in luce l’importanza di offrire un’esperienza positiva nel pdv, e di utilizzare il call center come strumento di follow-up.

fonte: Anna Muzio – www.mark-up.it

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branson
Era da qualche settimana che volevo finire le ultimissime pagine di questo libro molto interessante ed approfittando di questi 4 giorni di ferie al mare (di cui due di pioggia!!) ci sono riuscito.
Non è solo interessante leggere della vita di Richard Branson che, come tutti i “self made man” da la dimostrazione che volere è potere (se ci si mette anche la giusta dose di passione, competenza, intelligenza e intuizione…bazzecole insomma) ma, soprattutto, comprendere le dinamiche, le decisioni (giuste e sbagliate) e i fattori che hanno permesso a Virgin di diventare uno dei “company brand” più noti e rispettati nel mondo.
Una bella lettura di marketing “non teorico” che mi ha fornito molti spunti, conferme e indicazioni sul tema.

Se volete potete anche scrivergli su temi vari utilizzando il suo blog Ask Richard
Giusto per vedere se veramente è così brillante da rispondere a tutti come scrive nel libro…gli ho scritto pure io. Beh, come immaginavo, non ha risposto alla mia domanda (con tutto quello che avrà da fare)…ma ha risposto il Presidente e GM Italia di Virgin, Luca Valotta ! ..meglio che niente [scherzo ;-) ] Lo ringrazio perchè di certo non è così comune.

p.s. io al momento riesco ancora a rispondere a tutti (qualche decina alla settimana fra mail e blog)…si vede che non sono poi così impegnato come credo.

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ferieDa oggi al 18 agosto sono in ferie! Quest’anno va così…ma meglio che niente…o troppe ;-)

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untitledAvete presente uno di quei complessi che nei film sono colpiti da un virus sconosciuto? Beh, il Centro Direzionale Milanofiori oggi sembra proprio uno di quelli…rare persone nei vialetti, ancora meno nei locali a pranzo e tipicamente con lo sguardo fisso sul piatto con la faccia di chi sta pensando “che ci faccio qui il 9 di Agosto?!?”
L’unica consolazione è che il virus che ha causato questo scenario non è mortale e non è sconosciuto…è il virus delle ferie cui evidentemente quest’anno sono immune…
Comunque BUONE FERIE a chi ci sta già e a chi è in partenza!

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lago maggioreTrovo che ci siano pochi posti che consentano di concentrarsi e pensare in tutta tranquillità come il lago. Al mattino presto il silenzio, i suoni della natura, la tranquillità che diffonde naturalmente l’ambiente circostante producono effetti benefici e stimolanti sui miei (pochi) neuroni attivi.
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nella foto col cellulare: Lago Maggiore, spiaggetta sotto casa, prime ore del mattino di ieri.

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Non so se sono i 10 peggiori ma sicuramente chi li ha calciati non ha fatto una bella figura…
I 10 peggiori rigori di tutti i tempi!

Ma più che sbagliare un rigore…c’è sbagliarne 3 in una sola partita…

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aula EMBA PT 2010ICT managementQuasi conclusa la settimana di full immersion all’ Executive MBA del Politecnico di Milano…
Oggi altro test personale fra una lezione e l’altra. Risultato? Dice che ho un comportamento definito come “assertivo”! Che significa? che ho la capacità di esprimere i miei bisogni e diritti, le sensazioni positive o negative il tutto senza violare diritti e limiti altrui….e se lo dice il test del corso di Organizational Behaviour (Comportamenti Organizzativi) possiamo dubitare?!
Domani, sabato, 4 “ricche” ore di statistica…e poi un po’ di riposo.

p.s. Giovanni hai da ridire anche su questo test?! ;-)

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foto cell107 Non c’è niente di meglio, per scaricare un po di stress, che un bel concerto rock… si balla, si canta, si suda, si beve birra e al mattino dopo sembra che nuove energie si siano accumulate nella notte.
Ieri Ligabue, ritornando per la 9^ volta, ha riempito S.Siro con circa 70 mila persone (per 2 giorni consecutivi!) e di nuovo ha centrato l’obiettivo di fare un concerto esplosivo.
foto cell113
La prima cosa che colpisce è l’età dei presenti: dai 6 anni (accompagnati) sino ai ragazzini/e di 16/17 anni con l’ I-phone per foto e chiamate alle amici/che in diretta, poi i ventenni con birra alla mano fino ai trentenni a torso nudo e sigaretta d’ordinanza, passando per quelli fra i 40 e i 50 (la mia fascia purtroppo) che numericamente mi sembravano in superiorità e che spesso quando inizia la musica iniziano a seguire seduti e alla fine te li trovi sulla sedia a zompare come ai vecchi tempi…, per finire con un certo numero di signore/i over 60 che magari hanno accompagnato i nipotini ma alla fine si divertono di brutto anche loro…
Le canzoni dell’ultimo disco all’inizio scaldano il clima (per modo di dire visto che è la sera più calda dell’anno per Milano) ma è con i cavalli di battaglia che la folla si scatena a ballare e cantare… Balliamo sul mondo, Hai un momento Dio, Marlon Brando è sempre lui, Niente paura… etc etc
foto cell116
Ultima canzone del concerto (un bis) a riflettori dello stadio accesi : IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE! Ieri l’ho presa come una premonizione anche per quanto mi riguarda e questa mattina sono andato a leggere bene il testo:
….e la città risplende ancora anche con poche luci fuori e tu che non cambi direzione sai di sicuro come va a finire sei qui per dire, mi devi dire…il meglio deve ancora venire

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foto cell100 un week end proprio dalle parti di “casa mia” fra Arenzano, Cogoleto e Varazze. Arrivo venerdì sera e ripartenza domenica giusto per vedere la finale dei mondiali…
Al mare, una caletta fantastica dove andavo anche da piccolo e che nel tempo pur cambiando nei dettagli e nell’organizzazione non ha perso la sua bellezza e fascino.
A proposito, ora la caletta è gestita da dei ragazzi simpatici e molto capaci e si chiama Cala Loca. Ci trovate tutto il necessario cala locaper passare una giornata di mare divertente, piacevole, confortevole senza muovervi da li per tutto il giorno (si può anche pranzare e tutto è molto buono)…non ultimo il prezzo è ragionavole. Non sembra nemmeno in liguria (e ve lo dice un ligure…).

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foto cell098Sono da poco rientrato da Villasimius (CA) dove, insieme ad un centinaio di reponsabili marketing, comunicazione e “simili”, abbiamo condiviso i risultati di questa prima parte dell’anno e ricevuto informazioni sui piani della seconda parte dell’anno da parte di SKY Pubblicità fra cui il lancio del nuovo logo.Nuovo_logo_Sky
La presenza di ratiopharm fra le aziende invitate è stato spesso oggetto di curiosità da parte di diversi colleghi che mi hanno chiesto il perchè di questa strategia di comunicazione così diversa rispetto alla norma dei nostri concorrenti. Wind, Tiscali, GoodYear, Birra Peroni, Allianz, Poste Italiane e molti altri le aziende di provenienza dei colleghi conosciuti in questo “week end lungo”.Un sentito ringraziamento al capo di SKY Pubblicità Fabrizio Piscopo e ai miei riferimenti Adriano Pescetto e Ylenia Chiementa per il gradito invito e la piacevole compagnia.

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400000000000000180692_s4La vittoria di un mondiale di calcio può influenzare la crescita del Pil? Per alcuni analisti economici, statistiche alla mano, sì. Di certo, la prematura eliminazione della Nazionale di Lippi ha prodotto un danno economico, già stimato in 140mln di euro.
Viceversa il Financial Times lo ha addirittura quantizzato l’effetto di una vittoria, sostenendo che la vittoria della nazionale di un Paese ad un mondiale porta una crescita aggiuntiva della sua economia dello 0,7% rispetto al risultato dell’anno precedente, oltre ad una crescita degli indici di borsa. Questa nuova branca economica è stata battezzata “Soccernomics” dalla fusione, appunto, dei termini “soccer” (calcio) ed “economics” (economia).

FONDAMENTI DI SOCCERNOMICS – Partiamo da un articolo pubblicato qualche anno fa – prima del mondiale in Germania del 2006 – sul Financial Times intitolato “Calcio ed economia”, in cui veniva presentato lo studio di due analisti della nota banca olandese Abn Amro. Per i due economisti, “la produttività persa dai tifosi di fronte al televisore per seguire le partite, verrebbe ampiamente recuperata in termini di Pil nel boom degli acquisti stimolato dall’entusiasmo per una vittoria della squadra favorita“. In particolare, affermavano i due analisti, il fenomeno si presenta con più evidenza nei casi in cui a vincere è una nazionale europea. Questo – non tenendo conto dei paesi africani che, finora, un mondiale non l’hanno mai vinto – perché “nei paesi sudamericani il tempo lavoro perso di fronte allo schermo viene considerato superiore in termini di effetti sul Pil all’entusiasmo consumistico per l’eventuale risultato positivo dell’incontro, per via degli orari delle partite in calendario che spesso – specie quando i mondiali si giocano in Europa come pure adesso in Sud Africa a causa del fuso orario – ricadono in pieno orario lavorativo“. Statistiche alla mano e ragionando ex post, effettivamente l’analisi presenta delle verità o, se vi pare, delle “singolari coincidenze”. Se si guardano con attenzione i dati relativi al Pil dell’Italia dopo la vittoria del 1982 si nota che il nostro paese ha raddoppiato il suo prodotto interno lordo nel 1983 passando all’1,4% rispetto al +0,7 del 1982. Analogamente, nel 2007, nonostante già cominciassero ad avvertirsi i primi scricchiolii della bolla finanziaria americana, il nostro Pil è cresciuto del 1,9%. Nel 2006 era stato ugualmente positivo del +1,9%, mentre nel successivo triennio (2008-2010) c’è stato il tonfo che ben conosciamo del -6% (2008 -1%, 2009 -5,1%). E’ probabile che senza i “rumors” provenienti da oltreoceano sul finire del 2007, la crescita sarebbe stata ancora più sostenuta (0,4-0,5% in più) confermando in sostanza la previsione “soccerenomica”.

UNO SPORT PER MOLTI, UN BUSINESS PER POCHI – Simon Kuper e Stefan Szymanski, i due analisti di FT che potremmo definire i “padri” della “Soccernomics”, in vista del mondiale di calcio in Sud Africa hanno affinato i loro studi e li hanno resi disponibili in un libro di ben 336 pagine, titolato ovviamente “Soccernomics” (Nation Books, New York, $14.95). Il libro è ricco di spunti e non riguarda solo il rapporto tra vittoria dei mondiali e crescita del Pil ma fa numerose “correlazioni” economiche tra le economie ed i risultati sportivi dei singoli club. Per quanto riguarda i mondiali, invece, i due economisti si avventurano addirittura in pronostici – come del resto hanno fatto anche alcune delle più importanti banche d’affari di Wall Street – fondati sempre sull’esperienza, diciamo così, empirica della dipendenza reciproca tra sport ed economia. Ad esempio, nel tomo troviamo la spiegazione – sempre a detta dei due analisti olandesi, di cui Szymanski anche con un passato di provetto calciatore – del perché ai mondiali i paesi poveri fanno generalmente peggio di quelli ricchi. Inutile dire che “è per via delle loro condizioni economiche che non permettono ai loro atleti una buona nutrizione, li espone alle malattie, senza contare la mancanza di reti ed infrastrutture“. Sta di fatto, però, che a livello giovanile troviamo che la Nigeria ha avuto più successi del Brasile tra gli under 17 e tra gli under 20 il campione del mondo è il Ghana. La risposta dei due economisti olandesi è che il calcio quando diventa un “business” favorisce il più forte “economicamente”, tagliando, di fatto, il fattore meramente tecnico di base.

Aggiungo che quanto sopra è l’impatto sull’economia in generale (misurata dal Prodotto Interno Lordo) nel periodo successivo al mondiale; non è stato calcolato invece l’impatto sugl’investimenti delle aziende cha sul mondiale hanno puntato: testimonial della nazionale (nei giorni prima della “dipartita” dell’Italia non erano pochi gli spot che li utilizzassero), milioni per gli spazi TV in occasione delle partite e dei programmi “mundial”, promozioni e gadgets che si accumuleranno nei magazzini etc etc…

Per ratiopharm, che ha pianificato la campagna TV su ibuprofene ratiopharm ed istituzionale in “contropianificazione” ai mondiali sicuramente non sarà un danno…, anzi il calo naturale d’interesse per le partite farà migrare su altri canali e programmi diversi telespettatori…e questo mitigherà un po’ la nostra delusione ;-)

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EMBA_aulalibriMBA
Ore 19 circa di sabato 26. E’ finito il secondo giorno di lezioni all’MBA che ho appena iniziato presso il MIP di Milano.
Tutto interessantissimo, qualcosa di già visto e parecchio di nuovo (soprattutto area Economica e Finanziaria) con relativi appunti, dispense e soprattutto libri; esattmente 6 solo relativi agli argomenti trattati nei primi due giorni non che pensassi che fosse una passeggiata…
Presenti una trentina di colleghi iscritti proveneinti da funzioni, aziende e mercati diversi…per ora ricordo uno da Procter&Gamble, una da Ferrari, uno da GoodYear, una da Mondadori ma sono passati solo 2 giorni.
Una prima indicazione emersa da un test fatto durante una lezione di “comportamento organizzativo”…è che sono un “converger” (gli altri sono accomodator, diverger e assimilator) cioè la mia caratteristica principale sarebbe l’applicazione pratica delle idee e la mia conoscenza sarebbe organizzata prevalentemente attraverso un ragionamento ipotetico-deduttivo in modo da centrarla sul problema specifico.
Sarei tendenzialmente privo di emozioni, e avrei interessi focalizzati che tendono a specializzarsi.
…il condizionale, come per tutti i test, è d’obbligo! :-)

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abbruciamoIl romanesco è decisamente efficace quando è utilizzato per comunicare. Quest’affissione di certo si faceva notare in giro per la città….un po’ grossolana ma chiara :-)

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da una simpatica iniziativa di Pharmamarketing ecco l’intervista doppia, stile Le Iene, fra me e Pierluca Allegrini di Pfizer.

Branded vs generico: pfizer e ratiopharm a confronto
Il mercato italiano dei prodotti off-patent (a brevetto scaduto) sta nel tempo assumendo proporzioni ragguardevoli, con la genericazione delle più importanti molecole sul mercato. PharmaMarketing raccoglie in un’intervista doppia i punti di vista di 2 realtà leader di questo segmento: Pfizer, la prima azienda biofarmaceutica al mondo, e ratiopharm, la dinamica azienda di generici da poco acquisita da Teva, dopo essere stata lungamente contesa tra diversi player.

2 realtà profondamente diverse, che si confrontano quotidianamente per sostenere i propri portafogli prodotti concorrenti; 2 realtà tuttavia accomunate dalla volontà di creare un mercato competitivo sano per il farmaco off-patent, legato alla crescita professionale del farmacista e allo sviluppo dei servizi in farmacia, più che a pratiche “border line” di altri attori.

Rispondono a PharmaMarketing
Pierluca Allegrini – Retail Channel Manager di Pfizer Italia
Marco Grespigna – Head of Commercial Department di ratiopharm Italia

Date un peso %, dal vostro punto di vista, ai drivers del vostro mercato (es. medico, farmacista, …)
PA: E’ molto difficile dare un peso percentuale ai diversi protagonisti del mercato farmaceutico, nessuno, a mio avviso, va trascurato. La perdita del brevetto di alcune importanti molecole ci ha stimolato ad impegnarci in questo settore, superando le untitledclassiche attività di difesa del business solitamente realizzate dalle aziende branded.
Proprio per questo Pfizer si è riorganizzata in Business Unit con l’obiettivo di rispondere alle esigenze e ai bisogni dei nostri interlocutori e dei nostri partners in maniera più efficiente e focalizzata. La Business Unit “Establish Products”, è unica nel suo genere. Un’idea innovativa nell’ambito di Pfizer e del settore farmaceutico, che nasce con l’obiettivo di massimizzare il valore dei prodotti che hanno perso il brevetto e far sì che un numero sempre maggiore di pazienti abbia accesso a farmaci di comprovata efficacia, qualità e sicurezza. Sono convinto, quindi, che la flessibilità, punto di forza della nostra filosofia, ci abbia finora permesso, e ci permetterà anche in futuro, di venire incontro sempre più alle esigenze di tutti i nostri clienti.
MG: 55% farmacisti, 30% medici, 15% cittadini. Mi spiego meglio: l’attuale normativa che prevede lo switch prescrittivo rende oggi il farmacista l’elemento determinante per la diffusione del farmaco equivalente. Un attore importante e necessario per la sua diffusione, ma di certo non sufficiente. Contrariamente a molti colleghi del settore, ritengo infatti che l’avvallo del medico, in sede di prescrizione, non possa essere considerato secondario: per il cittadino italiano la parola del medico è ancora determinante per un passaggio consapevole dal farmaco tradizionale ad uno equivalente. Per questo motivo ratiopharm fornisce, ad ambedue le categorie, il supporto e l’informazione necessaria a consentire loro di divulgare al meglio la cultura e conoscenza dei farmaci equivalenti. Il peso del cittadino invece è per ora inferiore ma in veloce crescita. L’espansione della possibilità d’informarsi autonomamente, soprattutto grazie alla Rete, renderà sempre più proattivo il paziente verso gli operatori del settore, non nella scelta della terapia o del farmaco ovviamente, ma nella ricerca di spiegazioni per accettare consapevolmente prescrizioni e consigli facilitandone anche la loro erogazione da parte degli operatori sanitari.

Cosa centra il web 2.0 col farmaceutico?
PA:Il Web 2.0 si sta diffondendo anche nel mondo della salute, qualche anno fa pochi l’avrebbero pensato. Le nuove modalità di comunicazione più partecipative (blog, social network, podcast, wiki, ecc.) del Web 2.0 stanno dando concretezza alle esigenze di maggiore informazione. Anche se l’industria farmaceutica è, a mio avviso, ancorata a una comunicazione più “statica” dovuta alla mancanza di linee guida che regolano questa nuova modalità di interazione, qualcosa si sta muovendo. Emerge sicuramente un vissuto di salute più partecipata da parte di tutti gli attori del sistema salute.
MG:L’implementazione nella strategia aziendale di un approccio “web based” dovrebbe essere una priorità per qualsiasi azienda che voglia essere pronta alle sfide future. I cittadini di domani saranno quei giovani che oggi vivono in simbiosi con tecnologia e web e utilizzandone proattivamente i servizi.
Per questo ratiopharm da alcuni anni ha sperimentato ed implementato una presenza in quest’area probabilmente fra le più strutturate del mercato con il portale B2C www.equivalente.it e il portale B2B www.formularatiopharm.it nonché con numerose altre iniziative e progetti.

Cosa invidi a Pfizer/Ratiopharm?
PA: Sicuramente l’esperienza acquisita nel tempo sul target della distribuzione finale e intermedia. Le aziende di generici fino a poco tempo fa erano il nostro benchmark, la loro esperienza nel rapporto esclusivo con il farmacista ha creato il terreno favorevole per crescere in questo settore. Però Pfizer ha recuperato rapidamente questo gap, creando una struttura dedicata a questo importante target.
MG: Le risorse economiche di cui dispongono… ma il nuovo Gruppo Teva-ratiopharm (di cui si attende solo la ratifica dall’anti trust) ridurrà di molto anche questo gap. La nuova realtà consolidata diventerà di gran lunga la 1^ azienda del mercato equivalente mondiale e la 5^ azienda nel mercato farmaceutico Italiano complessivo.

Quali sono le leve più efficaci nella promozione e nella vendita di molecole con brevetto scaduto?
PA:Trasparenza, qualità e prodotti low cost. Sono i tre concetti che stanno delineando la strada del nostro “new business”. Le strutture sanitarie richiedono elevati standard di qualità e un tecnologia altamente specializzata, e non tutte le compagnie sono in grado di offrire questo servizio. Non dimentichiamo che Pfizer è in assoluto l’azienda farmaceutica che investe di più in ricerca e sviluppo anche nel settore degli farmaci off-patent.
Pfizer, infatti, continua a studiare e migliorare i propri prodotti anche attraverso la riformulazione in modo da renderli più adatti alle esigenze dei pazienti. A questo si aggiunge il fatto che Pfizer continua a garantire una corretta e adeguata informazione medico-scientifica anche sui prodotti che hanno perso il brevetto. Prerogativa di cui può essere orgogliosa un’azienda leader come la nostra.
MG:Tutta la strategia commerciale di ratiopharm è basata sulla partnership fra azienda e propri referenti. Negli ultimi MG
anni abbiamo costruito una relazione solida con i nostri clienti che non è basata, contrariamente alla norma dei nostri competitors, sulla sola leva commerciale, ma soprattutto sulla costruzione di un sistema di valore aggiunto (formazione, informazione, marketing, comunicazione etc) che garantisca una crescita del business sano e sostenibile per lungo tempo. Ogni anno questo “approccio distintivo” ci garantisce di mantenere i clienti acquisiti e di aggiungerne costantemente di nuovi.
Fiore all’occhiello di questo sistema di relazione e fidelizzazione è www.formularatiopharm.it che è considerato, dagli operatori del settore, un progetto realmente distintivo sul mercato.

Come sta cambiando il ruolo ed il profilo del farmacista?
PA: Oggi più che mai è necessario valorizzare la professionalità del farmacista. La prossima pubblicazione dei decreti attuativi della Legge 69/2009 proporrà la farmacia sempre più come un centro di salute pubblica. Da tempo ormai si parla della “farmacia dei servizi” per il cittadino e sicuramente questo modello è quello a cui si tenderà per il prossimo futuro. Con il tempo, è destinata a trasformarsi in un più complesso centro di servizi per la salute, nel quale i cittadini potranno usufruire di molteplici prestazioni che sono connesse alla cura, alla conoscenza di parametri fisiologici, all’informazione sanitaria, all’accesso a servizi di natura biomedica.
MG: Il ruolo del farmacista è, a mio parere, solo all’inizio del profondo cambiamento cui dovrà sottoporsi per garantire la propria sostenibilità. L’eco-sistema in cui opera sta cambiando velocemente: minori risorse a disposizione per il sistema sanitario, scarsità d’innovazione di prodotto, espansione progressiva dell’utilizzo del farmaco equivalente in “primary care”, regole sempre più restrittive e vincolanti, consumatori sempre più esigenti e consapevoli, sostanziali modifiche demografiche, informatizzazione e sviluppo tecnologico, competizione allargata a nuovi canali e settori… insomma fra pochi lustri il “farmaceutico” che conosciamo oggi potrebbe non essere più lo stesso e il farmacista sarà a sua volta un professionista della salute “distante” da quello che conosciamo oggi.

Più efficace sconto o servizio al farmacista?
PG: Tutte e due sono importanti. Mentre il primo ha una connotazione decisamente commerciale e di facile implementazione, il secondo è sicuramente più complesso e richiede alle aziende farmaceutiche un maggiore impegno. Tuttavia, sono convinto che lo sviluppo di servizi dedicati consoliderà nel lungo termine le relazioni tra aziende e farmacista e tra farmacista e cittadino. Questa è la strada che la nostra azienda ha intrapreso già dallo scorso anno con il “Pfizer Lab”programma biennale per l’educazione e la formazione in farmacia, realizzato con la collaborazione dell’Università degli Studi di Parma E IL Centro Studi Comunicazione sul farmaco dell’Università degli Studi di Milano.
MG: Non conosco alcun mercato, e non solo nel pharma, dove l’utilizzo sconsiderato e incondizionato dello sconto, con lo scopo di costruire una crescita veloce in termini di market share da parte dell’azienda e di monetizzare immediatamente un piccolo vantaggio economico fine a se stesso da parte del cliente, abbia prodotto un reale e duraturo valore per il mercato ed i suoi “attori”.
I mercati, da sempre, si consolidano e poi sviluppano investendo sul sistema e
producendo valore per i propri partner e per i consumatori; semmai il vero problema è avere competenze, idee e risorse per farlo…
Medici e farmacisti lo hanno compreso e, sempre di più, si rivolgeranno a chi pratica questo tipo di approccio, abbandonando proposte legate ad un mero vantaggio economico (spesso solo apparente). ratiopharm lavora su questo fronte già da alcuni anni.

Perché scegliere un farmaco branded?
PA: Per non fare mai una scelta generica! Riconoscere il valore della storia di una azienda come Pfizer che dal 1849 è fortemente impegnata sul fronte della ricerca e dello sviluppo dei farmaci per contribuire al miglioramento della salute e del benessere cittadini in ogni fase della vita.

Perché scegliere un farmaco generico?
MG: Non cambia nulla in efficacia e sicurezza, costa meno al cittadino, è utilizzato dai pazienti di tutto il mondo senza alcun problema, mette in equilibrio i bilanci della Sanità, consente d’investire in innovazione… serve altro?

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NAZIONALE_1A seguito dell’iniziativa con Farmagruppo di Torino di cui ho raccontato “qualche post fa” sono ovviamente apparsi, dal giorno successivo, numerosi trafiletti, articoli e perfino servizi TV ovviamente locali visto il respiro dell’iniziativa.
Uno in particolare ha attirato la mia attenzione perchè stranamente non citava ratiopharm fra gli attori, quello de La Stampa di Torino .
A mio parere una omissione che penalizza la completezza d’informazione del cittadino che dovrà cercare in farmacia un prodotto di cui non è stato citato il nome (meno male che moltri altri articoli e servizi Tv che lo hanno correttamente riportato).
Ad ognuno di voi le valutazioni sull’articolo….

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Aggiornamento al post di ieri…

Da: Alessia D’Ovidio
Inviato: gio 03/06/2010 11.47
A: Grespigna, Marco
Oggetto: COMUNICAZIONE DI AMMISSIONE – EXECUTIVE MBA 2010

Buongiorno,
con la presente Le confermo l’Ammissione all’edizione 2010 del Master Executive MBA formato part time che inizierà nel mese di giugno, come da calendario date allegato.

La ringrazio e Le auguro un buon proseguimento di giornata.

Alessia D’Ovidio
Head of Executive MBA Unit
MIP Politecnico di Milano
Via Lambruschini 4c, building 26/A
20156 Milano – Italy

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MIP-MBAIeri pomeriggio ho fatto il test di ammissione al Master MBA presso il MIP School of Management del Politecnico di Milano.
VIDEO
1h di colloquio personale e 2h di test su un “case history” relativo ad una azienda tessile in una situazione di criticità. La prossima settimana vediamo com’è andata…
In caso di esito positivo corsi in aula di sera, svariati week end impegnati e un bel po’ di lavoro a casa on line.

GB Shaw diceva: “Alcuni uomini osservano il mondo e si chiedono:perche? Altri invece osservano il mondo e si chiedono: perchè no? mi sembra chiaro quale sia il mio pensiero a riguardo…

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milito diego_milito29Gli avevo augurato un gol anche in finale di Champions ma come sempre il “principe” ha stupito tutti! 2 gol e Bayern a casa…
MILITICO!

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