Fazio, MMG pensino di più ai generici
Aumentare la prescrizione di farmaci generici, che in Italia sono ancora usati troppo poco, anche attraverso la formazione adeguata dei medici di famiglia. per far crescere il consumo di questi medicinali, che possono, oltre a fornire cure sicure, generare risparmi da investire in farmaci innovativi. Il rilancio dei ‘non griffati’ è fondamentale, secondo il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, che nel suo intervento all’assemblea annuale di Farmindustria all’Aquila ha sottolineato l’importanza di interventi per frenare la crescita della spesa farmaceutica. Per quanto riguarda la spesa sul territorio, ha spiegato Fazio, ci sono “ampi margini di recupero” in particolare sulle prescrizioni ottimali dei farmaci. Il viceministro ha parlato di una riforma dell’Educazione continua in medicina (Ecm) proprio per promuovere la prescrizione dei generici. Farmaci che “in Europa rappresentano fino al 50% del mercato e pesano solo per il 18% della spesa. La quota di mercato dell’Italia in questo settore è la più bassa d’Europa, anche perché forse – ha detto Fazio – i prezzi sono troppo alti”. Il viceministro ha fatto appello agli industriali con cui si è detto disponibile a collaborare perché vengano rimosse tutte le barriere per favorire l’utilizzo di questi farmaci, importanti anche e soprattutto per far crescere l’innovazione. I risparmi ottenuti, infatti “dovranno essere investiti in farmaci innovativi”.
Usare bene i farmaci fa risparmiare
L’uso corretto dei medicinali scongiura, spesso, costose cure in ospedale: un giorno di ricovero, circa 600 euro, costa più di tre anni di cure con medicinali (188 euro) e più di un intero ciclo vaccinale dalla nascita ai 14 anni di età. A fare i conti gli industriali del farmaco, riuniti a L’Aquila per l’assemblea pubblica di Farmindustria. I farmaci possono essere d’aiuto nel ridurre la spesa per la sanità anche “rallentando la degenerazione o attenuando la sintomatologia di alcune malattie tipiche dell’invecchiamento, o riducendo il rischio di malattie invalidanti. La sola a degenerazione delle patologie cardiovascolari – sottolineano – è la causa più frequente di pensioni di invalidità, con il 31,2% dei casi”. Non solo. Spesso si evitano costosissimi interventi chirurgici. Farmindustria cita uno studio condotto dal Centro Europa ricerche (Cer) che ha dimostrato come la disponibilità di farmaci per patologie cardiovascolari, respiratorie e del sistema nervoso – che rappresentano la maggioranza delle cause di morte in Italia – garantisce una migliore qualità di vita e permette un risparmio netto per il Servizio sanitario nazionale pari a 12,4 miliardi l’anno, di cui 6,4 miliardi per minori costi sanitari e 6 miliardi per minori costi indiretti. Proiettando questo dato al 2040, risulta che l’uso dei farmaci per queste patologie consentirà un risparmio per la spesa socio-sanitaria nel suo complesso dell’1,3% del Pil.
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