Teva investe $7,5 milioni in Cocrystal

set 17

La casa farmaceutica israeliana Teva ha annunciato di aver firmato un accordo di cooperazione con la compagnia biofarmaceutica statunitense Cocrystal Discovery Inc. (CDI). CDI è focalizzata sulla scoperta e lo sviluppo di nuovi agenti terapeutici antivirali per curare malattie virali croniche e gravi.
Secondo il contratto siglato, Teva investirà inizialmente 7.5 milioni di dollari nella compagnia americana, che a sua volta svilupperà per gli israeliani un medicinale antivirale per curare l’epatite C. Quando il farmaco sarà messo a punto, Teva ne avrà la licenza esclusiva di vendita e potrà decidere se compiere ulteriori investimenti in CDI. L’azienda israeliana ha anche già un’opzione per finanziare lo sviluppo di altri due trattamenti, uno antivirale e l’altro antibatterico. «Questa nuova partnership – ha commentato con soddisfazione Aharon Schwartz, capo di Teva Innovative Venture – conferma il nostro impegno sulle nuove terapie. Se avranno successo, queste nuove tecnologie saranno un tappa significativa per ulteriori scoperte parafarmaceutiche in aree di strategica importanza per Teva

fonte:FocusMO

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TEVA-RATIOPHARM

mar 18

FARMACEUTICA: TEVA COMPRA RATIOPHARM PER 3,625 MLD EURO

Colpo di scena nel mondo della farmaceutica: l’azienda israeliana specializzata in medicinali generici Teva acquista il gigante tedesco Ratiopharm, anch’esso attivo nella produzione di prodotti equivalenti, per 3,625 miliardi di euro.
L’annuncio ufficiale è stato dato oggi, dopo che voci insistenti avevano indicato nell’americana Pfizer la compratrice più accreditata
e che anche l’azienda Actavis aveva tentato di aggiudicarsi l’affare.
Quella fra Teva e Ratiopharm, da tempo alla ricerca del giusto compratore dopo i problemi finanziari che hanno coinvolto la famiglia
proprietaria, i Merckle, è la maggiore operazione di fusione nel settore dei farmaci generici dal luglio 2008, quando la stessa israeliana comprò l’americana Barr per 7,5 miliardi di dollari. Teva Pharmaceutical Industries – si legge sul sito della società – è nata nel 1901 a Gerusalemme. E’ oggi presente in 60 Paesi del mondo e distribuisce i suoi prodotti in oltre 80. Occupa complessivamente 38 mila addetti e, a livello mondiale, si colloca tra le prime 20 imprese del settore farmaceutico.
In Italia Teva è arrivata nel 1996 e si è qualificata come azienda farmaceutica specializzata nello sviluppo di medicinali equivalenti oncologici, dedicati al settore ospedaliero. Ratiopharm nasce invece nel 1973 a Ulm e in Italia è presente dal 1998, con sede a Milano. Opera in 24 Paesi e i suoi farmaci sono disponibili in 38 Stati. La transazione annunciata oggi, soggetta ad approvazione da parte delle autorità competenti – evidenzia una nota di Teva – dovrebbe essere completata entro la fine del 2010. (segue).
Commentando l’operazione, Shlomo Yanai, presidente e Chief Executive Officer di Teva, ha sottolineato: “è un’acquisizione molto importante per l’azienda e si allinea perfettamente con la nostra strategia a lungo termine, nella quale l’Europa sarà fra i nostri principali terreni di crescita. Ratiopharm ci assicurerà una piattaforma ideale per rafforzare la nostra posizione di leadership nel vecchio continente, soprattutto in Germania, ma anche in mercati in veloce sviluppo come la Spagna, la Francia e l’Italia”.

L’acquisizione posiziona infatti Teva come leader nel mercato dei farmaci generici in Europa e apporterà un sensibile aumento delle vendite, che dovrebbero passare dai 3,3 miliardi di dollari del 2009 a oltre 5 miliardi. Il portfolio di Ratiopharm include 500 molecole in oltre 10 mila diverse formulazioni, per una copertura di tutte le principali aree terapeutiche, precisa la nota di Teva, più una serie di biosimilari in fase di sviluppo.
Ludwig Merckle, portavoce della famiglia proprietaria di Ratiopharm, ammette che “separarsi dall’azienda è un passo doloroso per noi. Ma sono convinto che questa sia una buona soluzione, perché unendosi alla principale azienda di generici del mondo la società potrà crescere e avere successo”.
(Bdc/Adnkronos Salute)

ndr – La prima considerazione che mi viene in mente è che, qual’ora il processo di acquisizione si completasse con l’ok dell’anti-trust entro fine anno, saremmo complessivamente la prima azienda farmaceutica al mondo produttrice di farmaci equivalenti (di gran lunga!) e che l’unione delle competenze e le sinergie disponibili potrebbero produrre un’accelerazione impressionante del business che le due aziende hanno finora prodotto.
Sono curioso di vedere se e come tutto questo patrimonio disponibile verrà utilizzato e come lavoreremo insieme per farlo fruttare. Noi siamo pronti…

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