Barack Obama e il farmaco generico…

lug 25

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Esiste un Paese in cui 45 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria, la   speranza di vita alla nascita di un nero è più bassa rispetto a quella di un bianco, l’obesità infantile è considerata epidemica e ogni anno 100 mila persone muoiono in ospedale per malasanità. Questo Paese si chiama Stati Uniti d’America ed è la nazione con il più alto prodotto interno lordo al mondo, la democrazia presidenziale del “yes, we can”, il luogo dove, secondo le parole del nuovo presidente Barack Obama, “tutto è possibile” e “tutto può cambiare”. E per il sistema sanitario statunitense la vittoria del candidato democratico potrebbe davvero rappresentare un primo passo verso il cambiamento. Il tema della salute pubblica ha infatti dominato il dibattito per la corsa alla Casa Bianca ed è diventato uno dei cavalli di battaglia del programma di Obama.
«Obama difende l’accessibilità ai farmaci generici a tutti i Paesi sovrani, così da poter far fronte alle necessità della salute pubblica, rompendo la morsa di alcune case farmaceutiche».

È una politica dura, che incontrerà l’opposizione dei conservatori e delle lobby, ma che il nuovo presidente ha maggiori probabilità di riuscire a realizzare rispetto ai suoi predecessori democratici Bill Clinton e Jimmy Carter. Il suo passato da senatore dovrebbe infatti permettergli di rapportarsi meglio con il Congresso, il cui appoggio è fondamentale per avviare una riforma del sistema sanitario a livello legislativo.
Obama suscita entusiasmo, ma anche grandi aspettative e per questo ogni sua mossa sarà seguita molto da vicino. Del resto, se è vero che, secondo le sue stesse parole, la sua vittoria è “la vittoria degli americani” è bene che ognuno intervenga e faccia del suo meglio, nel tentativo di risollevare gli Stati Uniti da una situazione sanitaria non sempre all’altezza della prima potenza economica mondiale.

Ho letto questa notizia pochi giorni fa sul Corriere della Sera ma è uno dei cavalli di battaglia del Presidente Obama sin dai primi giorni dalla sua elezione. Gli USA sono fra i primi paesi per utilizzo dei Farmaci Equivalenti e ciò nonostante si ritiene di doverli imporre ancora di più….

A fare da contraltare a questa informazione vi racconto un’episodio tipicamente italiano per evidenziare la profonda stortura del nostro sistema: mia suocera va dal medico per problemi a livello dello stomaco (non entro nei dettagli) e il nostro eroe invece di prescrivere un farmaco generico (fra i numerosi disponibili che si chiamano lansoprazolo, omeprazolo o pantoprazolo) che fa? gli prescrive l’esomeprazolo di una nota Big Pharma (quelle di cui parla Obama nella frase qui sopra) che fa esattamente lo stesso effetto ma che non ha il suo equivalente (ovviamente) ed in più ci deve pagare sopra il ticket (che con il generico avrebbe evitato…); lo scrupoloso medico in chiusura aggiunge alla signora “sa con questi generici in giro meglio non rischiare…” Con tutta la buona volontà per me è difficile non pensare che sia successo ”qualcosa” l’ultima volta che è passato l’informatore della nota Big Pharma…

Comunque tutto è bene quel che finisce bene…ho “rispedito” mia suocera dal medico il quale ha “dovuto” riprescrivere un bel omeprazolo ratiopharm…mica poteva perdere una paziente!

Che tristezza, per fortuna aumentano contemporaneamente anche i medici scrupolosi e capaci di rompere l’assedio delle “Big” e aggiornarsi sulla completa efficacia e sicurezza dei farmaci equivalenti (www.equivalente.it)

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