
da www.pharmastar.it una sintesi abbastanza realistica della situazione.
- Secondo quanto riportato da diversi giornali finanziari, Pfizer avrebbe presentato un’offerta da 4,1 miliardi di dollari (3 miliardi di euro) per acquisire ratiopharm, a livello mondiale il quinto produttore di farmaci generici.
Parlando di fronte ai vertici di ratiopharm riuniti a Ulm nella sede dell’azienda, il CEO di Pfizer Jeff Kindler si sarebbe complimentato per la qualità della produzione e della ricerca dell’azienda tedesca, da lui definita “best in class”.
L’acquisizione di Ratiopharm farebbe diventare Pfizer una delle società leader nella produzione di farmaci generici.
L’acquisizione darebbe a Pfizer il know how su come produrre e sviluppare farmaci generici a basso costo e con elevate qualità, nonchè l’esperienza nei biosilimari, che entro pochi anni dovrebbero diventare un mercato di grande interesse.
D’altro canto, la rete commerciale di Pfizer e i tanti blockbuster il cui brevetto andrà in scadenza, primo fra tutti Lipitor, potrebbero dare un forte impulso alla crescita di ratiopharm.
Le altre due aziende rimaste in lizza sono Teva, il primo produttore di generici, e l’islandese Actavis. La prima ha già presentato una proposta formale di acquisto, la seconda lo farà entro pochi giorni.
Entro la fine del mese di marzo, la proprietà di ratiopharm dovrebbe decidere chi sarà l’acquirente.
Nella decisione finale, peserà non poco la capacità dell’acquirente di preservare l’occupazione di ratiopharm e di svilupparne le potenzialità. In questo senso, appare più avvantaggiata Pfizer, che deve costruire quasi ex-novo la propria produzione di generici. La sola presenza attuale di Pfizer in questo settore è costituita dalla società Greenstone, una piccola azienda entrata a far parte della galassia Pfizer nel 2003, attraverso l’acquisizione di Pharmacia.
Al contrario, Teva dovrà integrare ratiopharm all’interno di una rete produttiva e commerciale già ben consolidata. L’azienda israeliana, tuttavia, vorrebbe far diventare la Germania il cuore di tutte le operazioni europee, promettendo uno sviluppo per ratiopharm.
In questa competizione tra titani, Actavis sembra meno favorita. Nel 2008 l’azienda ha generato vendite per 1,65 miliardi di dollari, in linea con quelle di ratiopharm, e sta cercando un partner finanziario in grado di sostenerla nell’acquisto di ratiopharm.
I tre miliardi di euro che sarebbero stati offerti da Pfizer equivalgono a 1,9 volte il giro di affari registrato nel 2009 da ratiopharm. Poche settimane fa, l’americana Cephalon ha comprato la società svizzera Mepha, anch’essa di proprietà della famiglia Mecrkel, pagandola 1,5 volte il giro di affari.
Quella proposta da Pfizer sembra dunque una cifra ragionevole, anche se il know how di ratiopharm sui biosimilari, unito a un marchio molto più forte di quello di Mepha, forse potrebbero alzarne ulteriormente il prezzo.
(ndr) Un commento assolutamente personale su quanto sopra? Credo che la forza di ratiopharm sia nelle persone che la compongono e nella cultura e know how aziendale unici di cui dispone per cui, chiunque vinca la “gara”, troverà un patrimonio su cui puntare ed investire per rientrare, da subito, del proprio investimento. Anzi nuove risorse non potranno che accellerare il percorso già intrapreso verso eccellenza e leadership non solo nel mercato del farmaco equivalente…
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