Archivio per la Categoria “Pharma Word”

Articoli, analisi, commenti e curiosità dal mondo del mercato farmaceutico…

bisozzi

L’ “anomalia di sistema” colpisce ancora…Maurizio Bisozzi, farmacista in Roma e amico mi scrive:

Domenica 1 agosto, alle ore 21, Radio 1 manderà in onda la seconda puntata di un programma ideato e condotto dal vice-direttore di rete: Vito Cioce
Nella storica sede Rai di via Asiago 10, sarà il turno dei farmacisti, dopo i geometri e prima di psicologi e commercialisti, a cimentarsi in una sfida di fantasia e creatività.
Il conduttore, infatti, leggerà l’incipit di un libro e lascerà poi alla platea di farmacisti lo sviluppo e la costruzione di una storia da raccontare in diretta.
Il titolo della trasmissione è “Storie di piazza” e nel mese di ottobre un’apposita giuria di scrittori, sceneggiatori e personaggi del mondo della cultura procederà alla premiazione della storia migliore tra le quattro partorite dalle categorie in gara.
Perchè tutta questa presentazione? Beh, semplice: IO C’ERO
L’appuntamento allora è per domenica sera alle 21 Radio 1 e speriamo di fare una decente figura di categoria.

Storie di Piazza

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Siti_internetMentre in Italia ferve il dibattito sull’opportunità o meno di aprire farmacie online, negli Stati Uniti la vendita di medicinali per posta è autorizzata. E sembrano anche funzionare. E grazie a un efficiente sistema di collegamento medico-farmacia il numero di e-prescrizioni è in rapida ascesa, con ricadute anche sulle farmacie che si organizzano sempre più con strumenti elettronici. Alla fine del 2009 l’85% delle farmacie di comunità statunitensi e sei delle principali farmacie online erano in grado di ricevere prescrizioni via mail. Un portavoce di Surescripts, che gestisce la più importante rete di prescrizioni online a stelle e strisce, sottolinea come «il feedback arrivato dalle farmacie evidenzia il notevole risparmio di tempo, soprattutto ora che sempre più medici utilizzano la tecnologia». Una simile struttura è stata possibile grazie al supporto delle associazioni di farmacisti e a quello governativo, ecco perché da Surescripts sottolineano come questo tipo di incentivi devono continuare a essere disponibili.
fonte:farmacista33

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Fazio: non escludo farmacie on-line
Corriere della Sera

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BRUXELLES – ”Non escludo l’ipotesi che anche l’Italia possa dare via libera alle farmacie on-line.”Lo ha detto il ministro Fazio.Arrivando a Bruxelles per il Consiglio dei ministri della salute europei,Fazio ha precisato che la vendita on line sara’ possibile ”solo per la vendita di farmaci senza ricetta”.La regolarizzazione delle farmacie on-line in Europa e’ in discussione in sede comunitaria oggi.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha, peraltro, voluto rassicurare i farmacisti dopo i malumori degli ultimi giorni, chiarendo che le future farmacie on-line «saranno una estensione delle farmacie tradizionali», anche perché, ha spiegato Fazio, «noi non ci vogliamo far imporre regole telematiche dalla Comunità europea».

Un commento personale: come sempre per quanto possa prevalere la volontà di mantenere lo status quo e resistere al cambiamento, il progresso fa il suo corso e prima o dopo si prende la scena e ne diventa protagonista.
Il farmaceutico è stato uno degli ultimi baluardi di questa resistenza improvvida ma il futuro non attende e la Rete, cioè la gente, si aspetta che il mondo farmaceutico si apra al cambiamento.

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imagesAlcuni indicatori a livello europeo:
Il 50% dei medici usa Google ogni giorno per cercare informazioni mediche,
Il 95% dei medici di medicina generale UK ha i dati dei pazienti in formato elettronico,
Il 70% degli studenti di medicina utilizza Wikipedia per ricercare informazioni mediche,
Il 60% degli studenti di infermieristica interagisce attraverso i networking sociali,
Il 48% dei medici visita un sito di un’azienda farmaceutica almeno una volta al mese.

fonte: Pharmamarketing_elsevier

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Ho deciso di raccogliere sotto il titolo che vedete “Pharma 3.0″ tutti i “segnali d’innovazione” che troverò d’ora in poi su qualsiasi fonte attendibile mi capiti di leggere. Non solo di prodotto o di processo ma soprattutto culturale: le persone e la loro cultura devono essere il motore del cambiamento di questo settore.
La prossima notizia proviene dal Harvard Business Review Italia di Gennaio 2010 (pag 7).
istock_000004056998xsmallRonald Dixon è un medico del Massachussets General Hospital di Boston e docente presso la Harvard Medical School (“minga un pirla” direbbe Mourino) che si è inventato un sistema per monitorare a distanza i pazienti, attraverso una “postazione elettronica” che gli consente di ricevere in tempo reale dati affidabili su su pressione sanguigna, battito cardiaco etc. In questo modo diversi pazienti a rischio evitano di andare giornalmente in ambulatorio per i controlli. Oltre ciò, sempre nell’ottica di ottimizzare i tempi delle visite dal vivo, ha dato la possibilità ai suoi pazienti di effettuare colloqui in videoconferenza (oggi con Skype a costo zero) e per finire ha instaurato una relazione periodica via e-mail con “visite” standard cui il paziente risponde in modo pertinente. Naturalmente ogni paziente monitorato in questo modo non ha in nessun modo perso le visite in studio indispensabili. caduceo-e-web
Quindi visite asincrone (e-mail), sincrone a distanza (video conferenza), intermediate (flusso di dati inviati elettronicamente) hanno ridotto, nel caso specifico, fino a tre quinti delle visite ambulatoriali superflue.
A fronte di una verifica sul gradimento di medici e pazienti il risultato è stato ottimo ed in più si è potuto dare assistenza di qualità a numerosi pazienti in più.
Come dice il Prof. Dixon la tecnologia non sostituirà mai la relazione fra medico e paziente ma il suo uso intelligente la renderà di certo più ricca e collaborativa. Se si creeranno piattaforme sempre più interattive si arricchirà di feedback ogni fase della diagnosi e della terapia ed i medici potranno prendere decisioni sanitarie e terapeutiche di migliore qualità.

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grespignaTurbolenza. Questo è il vocabolo utilizzato dai massimi esperti per definire la caratteristica principale dello scenario socio-economico mondiale degli ultimi anni.
Tale contesto, non può che impattare sui mercati che in esso si sviluppano e fra questi non fa eccezione il farmaceutico.
Anzi, fra tutti i mercati, quest’ultimo è forse uno di quelli più sotto pressione nello sforzo di guidare il cambiamento radicale che lo sta pervadendo: aggregazioni fra aziende, carenza di innovazione scientifica, invecchiamento e migrazione demografica, decremento delle marginalità e contemporaneo incremento dei costi a tutti i livelli, sostenibilità dei sistemi sanitari messi a rischio da deficit abnormi, sviluppo tecnologico…
In questi giorni mi è capitato fra le mani, come spesso mi accade grazie al web e ad un amico, il “Global pharmaceutical industry report 2010”. Un interessante “megaricerca” di Ernest and Young sul futuro del farmaceutico mondiale basata su decine di interviste agli Executives delle top companies mondiali ed innumerevoli analisi di mercati, trends e case history.EY
Gli esperti parlano, facendo riferimento all’evoluzione del modello di business farmaceutico, di un passaggio da una prima fase originaria, Pharma 1.0, basata sui blockbusters (farmaci da grandissimi volumi e profitti) e su di una grande pressione sui drivers del mercato (medici ed enti governativi in primis) ad una seconda fase, attualmente a fine corsa, denominata Pharma 2.0.
Questa seconda fase è caratterizzata da un tentativo di diversificazione del business implementando il proprio portafoglio prodotti con l’ingresso in mercati contigui (vaccini, biotecnologici, OTC, farmaci equivalenti etc)
D’altro canto nello sviluppo della ricerca si è puntato prevalentemente su terapie specialistiche, in primis per la cura del cancro, mentre nella sfera finanziaria si è scelta una politica aggressiva di taglio dei costi e di utilizzo dell’out-sourcing spesso a scapito dell’investimento sullo sviluppo del mercato. La dimostrazione di quanto detto è senza dubbio l’aggressiva politica di acquisizione delle Big Pharma verso aziende più piccole ma titolari di leadership nei mercati contigui all’etico di primary care dove queste sono già fortissime.
Se vogliamo, una delle poche eccezioni a questo percorso è proprio quella di Teva che ha consolidato la leadership nel suo mercato d’elezione (generici), fino a integrare pochi giorni fa un altro colosso come ratiopharm, mentre progressivamente allargava la sua attività ai business contigui dell’etico brand specialistico .
Per contro “la norma” sono state Pfizer, Sanofy Aventis, Novartis ed altre Big Pharma che progressivamente hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli nel loro mercato d’elezione e presidiato i mercati contigui dei farmaci specialistici e bio tecnologici, del farmaco equivalente e dell’automedicazione diversificando al massimo il proprio business.
Ma questo modello di business si è rivelato difficile da sostenere soprattutto a causa dei nuovi trends apparsi di recente: profonde riforme della sistema salute in tutto il mondo, mutamento demografico e globalizzazione, accellerazione dell’informatizzazione dei processi e delle attività “web based”.
Le aziende farmaceutiche consapevoli di ciò stanno competendo in una nuova sfida: prepararsi velocemente per il modello Pharma 3.0 dove sarà determinante imparare a gestire quello che alcuni esperti chiamano “superconsumatore”. Un cittadino sempre più informato e consapevole grazie alla tecnologia che a sua volta diventerà sempre più evoluta e disponibile per tutti.
Su questa base dovranno poggiare le fondamenta del nuovo modello di business delle aziende farmaceutiche per restare/diventare rilevanti nel nuovo ecosistema.

reports Pharma 3.0 su Ernst & Young

Ma la domanda è: l’ecosistema italiano le sa tutte queste cose? Si sta preparando a “gestire” questi innovativi e geniali nuoviboh modelli di business “IT based” che gli “esperti” ritengono ineluttabili?
Di certo il futuro di tutti noi si baserà sulla tecnologia e sulla Rete semplicemente perché i pazienti/consumatori (cioè tutti noi) lo pretenderanno….
Conosco tanti farmacisti che spesso fanno l’elogio dell’home banking, della prenotazione on-line di voli e vacanze, del download di musica e shopping di libri on-line, dei servizi in rete…sono questi che dovranno guidare la categoria verso il Pharma 3.0 implementando le nuove tecnologie nel proprio lavoro giornaliero ma soprattutto imparando ad accogliere, nelle proprie farmacie, il “superconsumatore/paziente” che tutti prefigurano.

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Carriere_frezza
Una puntuale descrizione dell’evoluzione del mercato farmaceutico dalle sue origini, un approfondimento delle varie aree di competenza, numerose considerazioni su fatti e protagonisti e diversi suggerimenti e indicazioni di comportamento per navigare al meglio nelle acque agitate di questi ultimi anni…
Nel complesso un libro interessante per chi lavora nel settore (e forse anche per chi non ci lavora ma vorrebbe provarci…)

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managementplanetnews
Un portale dedicato al mercato farmaceutico visto dal punto di vista del lavoro e del management. E’ anche possibile commentare notizie, proporre esperienze e parlare del proprio lavoro.
www.managementplanet.it

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influ-2Sembrava dovessero restare un’incognita i termini dell’accordo fra Governo e Novartis ma su www.altraeconomia.it ora possiamo comprenderne i principali estremi. Per chi fosse interessato: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2208

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Esiste un Paese in cui 45 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria, la   speranza di vita alla nascita di un nero è più bassa rispetto a quella di un bianco, l’obesità infantile è considerata epidemica e ogni anno 100 mila persone muoiono in ospedale per malasanità. Questo Paese si chiama Stati Uniti d’America ed è la nazione con il più alto prodotto interno lordo al mondo, la democrazia presidenziale del “yes, we can”, il luogo dove, secondo le parole del nuovo presidente Barack Obama, “tutto è possibile” e “tutto può cambiare”. E per il sistema sanitario statunitense la vittoria del candidato democratico potrebbe davvero rappresentare un primo passo verso il cambiamento. Il tema della salute pubblica ha infatti dominato il dibattito per la corsa alla Casa Bianca ed è diventato uno dei cavalli di battaglia del programma di Obama.
«Obama difende l’accessibilità ai farmaci generici a tutti i Paesi sovrani, così da poter far fronte alle necessità della salute pubblica, rompendo la morsa di alcune case farmaceutiche».

È una politica dura, che incontrerà l’opposizione dei conservatori e delle lobby, ma che il nuovo presidente ha maggiori probabilità di riuscire a realizzare rispetto ai suoi predecessori democratici Bill Clinton e Jimmy Carter. Il suo passato da senatore dovrebbe infatti permettergli di rapportarsi meglio con il Congresso, il cui appoggio è fondamentale per avviare una riforma del sistema sanitario a livello legislativo.
Obama suscita entusiasmo, ma anche grandi aspettative e per questo ogni sua mossa sarà seguita molto da vicino. Del resto, se è vero che, secondo le sue stesse parole, la sua vittoria è “la vittoria degli americani” è bene che ognuno intervenga e faccia del suo meglio, nel tentativo di risollevare gli Stati Uniti da una situazione sanitaria non sempre all’altezza della prima potenza economica mondiale.

Ho letto questa notizia pochi giorni fa sul Corriere della Sera ma è uno dei cavalli di battaglia del Presidente Obama sin dai primi giorni dalla sua elezione. Gli USA sono fra i primi paesi per utilizzo dei Farmaci Equivalenti e ciò nonostante si ritiene di doverli imporre ancora di più….

A fare da contraltare a questa informazione vi racconto un’episodio tipicamente italiano per evidenziare la profonda stortura del nostro sistema: mia suocera va dal medico per problemi a livello dello stomaco (non entro nei dettagli) e il nostro eroe invece di prescrivere un farmaco generico (fra i numerosi disponibili che si chiamano lansoprazolo, omeprazolo o pantoprazolo) che fa? gli prescrive l’esomeprazolo di una nota Big Pharma (quelle di cui parla Obama nella frase qui sopra) che fa esattamente lo stesso effetto ma che non ha il suo equivalente (ovviamente) ed in più ci deve pagare sopra il ticket (che con il generico avrebbe evitato…); lo scrupoloso medico in chiusura aggiunge alla signora “sa con questi generici in giro meglio non rischiare…” Con tutta la buona volontà per me è difficile non pensare che sia successo ”qualcosa” l’ultima volta che è passato l’informatore della nota Big Pharma…

Comunque tutto è bene quel che finisce bene…ho “rispedito” mia suocera dal medico il quale ha “dovuto” riprescrivere un bel omeprazolo ratiopharm…mica poteva perdere una paziente!

Che tristezza, per fortuna aumentano contemporaneamente anche i medici scrupolosi e capaci di rompere l’assedio delle “Big” e aggiornarsi sulla completa efficacia e sicurezza dei farmaci equivalenti (www.equivalente.it)

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images Mr. Jean-Guy Goulet of ratiopharm Canada reports:

RATIOPHARM CANADA WINS IMPORTANT PATENT LEGAL BATTLE WITH PFIZER; DECISION COULD POTENTIALLY LEAD TO MILLIONS IN SAVINGS FOR CANADIANS

 

ratiopharm Canada has won a five-year legal battle against Pfizer Inc. to allow the marketing of amlodipine besylate (Norvasc) by Canadian generic manufacturers. ratiopharm was the first company to challenge the amlodipine besylate patent in 2004, and the only company to successfully see the case through to the federal court decision announced on July 8, 2009.

“We are extremely pleased at the decision by the federal court,” states Jean-Guy Goulet, president and chief executive officer, ratiopharm Canada. “This decision opens the amlodipine patent to generic manufacturers in Canada, the last major jurisdiction where the patent was held.”

ratiopharm amlodipine will be available to patients imminently through their pharmacy.  Amlodipine is an important cardiovascular medication, with more than 7,869,000 Norvasc prescriptions to Canadian patients each year, to treat high blood pressure and angina. Amlodipine Besylate is the highest selling medication in its class and the second highest selling medication over all in Canada. Ratiopharm’s success in the case could result in up to $180-million in savings annually to Canadian patients and the Canadian health care system.

Background:

  • ratiopharm was the first company to challenge the amlodipine besylate patent in 2004.
  • ratiopharm’s patent challenge was successful at the federal court level in February, 2006.
  • Pfizer later appealed the decision in the ratiopharm case and won the appeal.
  • ratiopharm started an action to invalidate the amlodipine besylate patent under the Patent Act on five grounds.
  • ratiopharm won the case against Pfizer on July 8, 2009, invalidating the amlodipine besylate patent on all grounds.

Relevant facts:

  • According to recent study in the Canadian Medical Association Journal (July 7, 2009), spending on cardiovascular medications increased 200 per cent between 1996 and 2006.
  • According to the Heart & Stroke Foundation, five million Canadian adults have high blood pressure, representing 22 per cent of the adult population.
  • According to the Heart & Stroke Foundation, in 2002, Canada spent $2-billion, treating illnesses attributable to overweight and obesity.

Che dire per concludere? WELL DONE JEAN-GUY!  Marco.

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LE NUOVE OPPORTUNITA’ NEL MERCATO DELLA SALUTE
Milano il 12 Giugno dalle ore 9.00 alle ore 14.00 presso Assolombarda.
 
PROGRAMMA

 
- Il trend del mercato della salute (IMS)

- Da “genericista” ad azienda farmaceutica (M.Grespigna – ratiopharm)

- Attualità e prospettive di SOP e OTC in GDO (Coop)

- Il settore dei fitoterapici (Indena)

- ‘Naturalmente’ ….farmaco (B Cube)

 

MODERATORE: Uberto De Grandi

I soci AIMF iscritti 2009 possono partecipare  gratuitamente  a questo convegno organizzato in collaborazione con AISM. Per iscriversi inviare una mail con il proprio nominativo a laura.zanatta@aimf.it

www.aimf.it

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